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lunedì 23 febbraio 2015

Delibera accam scelta B2: Non Approvata!

Questa sera in consiglio comunale, si è discussa la proposta di delibera, presentata a mia prima firma con l'appoggio del consigliere Marco Cirigliano.

La delibera è consultabile qui sotto:


Questo è stato il mio intervento in dichiarazione di voto:

"Grazie, Presidente. Senza dilungarmi troppo, perché ormai sono sei anni che se ne discute, è da quando l’inceneritore ha avuto la diffida da parte di Regione Lombardia che si discute delle alternative. Abbiamo avuto anche negli anni precedenti delle audizioni in questa sala, Commissioni con la partecipazione anche di un centinaio di persone, quindi la discussione su questo argomento è stata fatta ampiamente. La proposta di delibera va anche nella direzione che il Sindaco ha esposto nelle comunicazioni, quindi va alla tutela dell’ambiente , al lavoro, al progresso della città, al risparmio con la gestione dei rifiuti, quindi è in piena coerenza con quanto dichiarato dal Sindaco nelle comunicazioni. Inoltre, la notizia che la Regione e la Provincia sarebbero pronte a sopportare qualsiasi decisione il Consiglio Comunale andrebbero a deliberare, mi dà conforto e sostegno a questa proposta. La proposta sostanzialmente chiede due cose molto banali, ovvero che il Sindaco abbia mandato da parte del Consiglio Comunale di votare in assemblea dei soci A.C.C.A.M. lo scenario B2 che, come chiesto dal Consigliere Speroni, cui è stata allegata alla delibera la descrizione, quindi la gestione dei rifiuti tramite la fabbrica dei materiali e la gestione della frazione FORSU con un impianto ad hoc realizzato. Durante la discussione in Commissione con i tecnici di A.C.C.A.M. abbiamo anche avuto una notizia che è la possibilità di utilizzare l’impianto confinante con Legnano, in via Novara, per la gestione dell’umido. Questa sarebbe una possibilità per risparmiar e 4.000.000,00 di Euro che attualmente la società spende per portare al di fuori dell’impianto la gestione del FORSU. Proprio, destiniamo questo FORSU ad un impianto che ricava biogas, quell’impianto ha deciso di bruciare e ricavare energia bioelettrica. Qui arrivo al secondo punto della delibera, ovvero che impegna il Sindaco a portare in discussione in assemblea dei soci A.C.C.A.M. la possibilità di ricavare dal biogas ricavato dalla gestione FORSU il biometano da immettere nella rete gas nazionale. Ora, questa è una visione futura perché attualmente l’autorità dell’energia sta ancora redando gli standard tecnici per consentire l’immissione del biometano all’interno della rete gas naturale perché, come tutti sanno, il biometano è similare al metano tradizionale, però comunque le caratteristiche chimiche sono diverse, quindi c’è un confronto in atto con il proprietario della rete per verificare se la rete stessa può sopportare il biometano. Comunque sono questioni tecniche che l’autorità dell’energia sta elaborando e, credo, a breve avremo delle risposte. Questa possibilità permetterebbe alla città di Busto Arsizio di risparmiare dei soldi perché il biometano potrebbe esser usato, per esempio, da A.G.E.S.P. per il teleriscaldamento o per alimentare i mezzi che fanno la raccolta dei rifiuti qualora li prevedessimo a metano e 34 potrebbe essere utilizzato, addirittura, per l’alimentazione delle auto dato che nella zona c’è un distributore di gas metano, quindi sono due impegni molto semplici che potrebbero avere de lle ricadute positive per il territorio, quindi io, dato che i Comuni limitrofi, come Gallarate e Legnano, Legano è andata in delibera questa sera, però ancora non so l’esito del Consiglio, mentre Gallarate ha già deliberato per la soluzione B2 ed altri Comuni soci A.C.C.A.M. hanno già deliberato per la soluzione B2, con la delibera chiedo che il Consiglio dia al Sindaco di votare altrettanto la posizione B2 durante l’assemblea dei soci A.C.C.A.M. Sappiamo che la prossima assemblea dei soci sarà convocata i l 3 marzo, ore 17.00 presso l’azienda, quindi chiediamo che in quella data il Sindaco voti anche lui per l’espressione B2. Questo è quello che chiedo molto semplicemente nella proposta B2 che era già stata depositata a dicembre, quindi sono ormai quasi tre mesi che la delibera giace lì, pronta per essere votata, dato che l’ho depositata velocemente perché era prevista una assemblea dei soci che andasse a deliberare la decisione. Poi è stata sempre procrastinata nel tempo, quindi ora chiedo che si voti la de libera. Grazie."

La delibera non è passata.

Ivan Catalano

martedì 9 dicembre 2014

Accam: Depositata la proposta di Delibera scenario B2

Buongiorno a tutti,

in data 3 dicembre ho protocollato la proposta di delibera di consiglio comunale, a firma mia e del collega Marco Cirigliano.

Accam spa, l'inceneritore di Busto Arsizio, è in una fase storica, ovvero potrebbe mutare la sua natura prevalentemente inceneritrice e diventare anche o solo una fabbrica dei materiali. Riciclare i rifiuti, come spiego in questo post, ci porterebbe ad una situazione di netto risparmio economico oltre che abientale. Analizzando tutti gli scenari l'unica soluzione che genera un vantaggio economico e abientale sempre anche con l'aumento della differenziata è la B2.

La proposta di delibera prevede quanto segue:

DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE

CONSIDERATO CHE:

  1. è stato presentato al consiglio comunale l’elaborato realizzato dal Tavolo tecnico di Accam spa relativo ai 4 scenari alternativi al revamping totale dell’impianto;
  2. dalla tabella riassuntiva, si apprende che gli scenari concernenti la dotazione di un impianto di gestione FORSU hanno dei risultati economici migliori;
  3. la cittadinanza dal 2009 chiede un cambio di rotta sulla gestione dei rifiuti;
  4. esistono sul territorio italiano numerose esperienze di centro di riciclo, con produzione di materia prima seconda, come ad esempio il centro di riciclo di Vedelago, i centri convenzionati CONAI, COREVE e COREPLA;
  5. insiste sul territorio della provincia di varese un consorzio, denominato COINGER, che opera nell'area centro meridionale della provincia per un'estensione di 122,85 kmq pari al 10,2% dell'intera superficie della Provincia di Varese e su 99.263 abitanti (al 31/12/2013) pari al 11,2% della popolazione provinciale;
  6. La gestione dei rifiuti FORSU tramite trattamento di digestione anaerobico è fonte di energia positiva, in quanto il fabbisogno energetico di gestione del processo diminuisce rispetto al trattamento aerobico;
  7. con una opportuna progettazione si può diminuire l’impatto ambientale del processo ed è possibile integrarlo al meglio con il compostaggio. L'integrazione dei due processi consente di aumentare notevolmente l'accettabilità sociale degli impianti, in quanto il tutto può avvenire all'interno di capannoni mantenuti in depressione, serbatoi e tubazioni ermeticamente chiusi, eliminando eventuali emissioni di odori all'esterno e all'interno dell'impianto, mantenendo condizioni ottimali nell'ambiente di lavoro. Inoltre con l'utilizzo di biofiltri, per trattare l'aria esausta dell'impianto, si abbattono le emissioni in atmosfera.
  8. il digestato può essere centrifugato e quindi separato nelle sue componenti solida e liquida, dopodiché la prima, ormai semi-stabilizzata, può essere a sua volta compostata, con un minore consumo di energia rispetto al compostaggio diretto.

VISTO CHE:

  1. è stato emanato dal MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO di concerto con IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE e IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI, il DECRETO 5 dicembre 2013, recante Modalità di incentivazione del biometano immesso nella rete del gas naturale, dando la possibilità di  immetterlo:
    1. nelle reti di trasporto e di distribuzione del gas naturale;

    2. in impianti di distribuzione di metano per autotrazione;

    3. in impianti di cogenerazione ad alto rendimento;

  2. al fine dell’immissione in rete, il Biogas deve soddisfare  le caratteristiche  fissate  dall'Autorità  con  la  delibera  di   cui all'art. 20, comma 2 del decreto legislativo 3 marzo 2011 n.  28, il decreto inoltre ne fissa gli incentivi determinandone la sua durata ventennale;

  3. la purificazione del Biogas consiste nella depurazione della CO2 presente rimossa utilizzando un lavaggio con una soluzione amminica realizzato a pressione atmosferica. ll biogas purificato, biometano, esce dal processo con un contenuto del 99% di CH4 (metano), raggiungendo la stessa qualità del gas naturale. In questa maniera, il biometano può essere trasportato al punto di consumo utilizzando la rete di distribuzione del gas.
  4. Dal punto di vista puramente chimico, il biometano, detto anche biogas naturale, praticamente non si differenzia dal gas naturale. Entrambi i gas sono composti per la maggior parte da metano (CH4).
  5. l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, con propria delibera ARG/gas 120/11,  ha dato il via al procedimento per l’emanazione di specifiche direttive, redigendo in tale sede le relazioni tecnico/economiche n° 160/2012/R/gas del 26 aprile 2012 e n° 498/2014/R/gas del 16 ottobre 2014. Ad oggi non risulta ancora conluso l’iter del procedimento.

IL CONSIGLIO COMUNALE DELIBERA CHE:

  1. Il Sindaco, o suo delegato, abbia mandato di:
    1. sostenere la scenario B2 in sede di votazione in assemblea dei soci Accam spa;
    2. porre all’attenzione dell’assemblea la possibilità di ricavare, dalla gestione FORSU, compost e  biometano da immettere nella rete gas nazionale, con vantaggi per i Comuni soci, nonché per la cittadinanza.

Saluti

Ivan Catalano

Senza l'inceneritore quanto costerebbe? Facciamo un centro di riciclo!

Buon pomeriggio a tutti,

recentemente il Sindaco Farioli ha minacciato di chiedere la restituzione del terreno da parte dell'azienda Accam Spa, sede attuale dell'inceneritore.

Per il 2015 il Comune di Busto Arsizio ha messo in preventivo, per smaltire presso l'inceneritore Accam Spa, 2.782.000 € divisi su 3 capitoli. Il costo complessivo della gestione però, comprende anche la gestione dei rifiuti differenziati da addebitarsi ad Agesp Spa.

Ad esempio nel 2012 la gestione totale, raccogliendo le informazioni dalle determine dirigenziali presenti sull'albo pretorio, ammonta a 10.237.000 €. Dettagliando meglio abbiamo quanto segue:
  1. Fatture Accam Spa: 3.007.000 € - 120 €/Tonn
  2. Fatture Agesp Spa: 4.700.000 €
  3. Fatture Agesp Servizi Srl: 2.530.000 €
Entrando di più nel dettaglio abbiamo che per:
  1. Raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani: 4.300.000 €
  2. Smaltimento rifiuti non differenziati, assimilati ai rifiuti solidi urbani, ingombranti e residuo spazzamento Strade: 2.200.000 €
  3. Smaltimento frazione organica: 765.000 €
  4. Smaltimento Pile Esauste e Medicinali: 42.000 €
  5. Spazzamento strade: 2.530.000 €
  6. Prestazioni a Misura: 400.000 €
Se prendiamo a modello la gestione dei rifiuti come fatto al centro di riciclo di Vedelago, la cui direttrice è stata audita nel 2009, potremmo ottenere risultati diversi. Applicando lo schema consegnatoci da Carla Poli, ai dati sui rifiuti a partire dal 2000 al 2012, avremo che:

Costo impiantistico: 4.300.000 € (con mutuo decennale)
Costo di gestione totale dei rifiuti al 2012: 28,26 €/Tonn
Totale rifiuti non recuperati: circa 7%, cui costi di discarica ammonterebbero a circa 235.000 € già conteggiati nel calcolo del costo di gestione.

Se ci accostiamo anche un centro di recupero della frazione organica:

Costo impiantistica: 13.000.000 € per smaltire 43.000 tonnellate, che diventerebbero 3.150.000 € per le circa 10.500 tonnellate che produce Busto Arsizio, tra verde e umido.
Costo gestione: 40 €/Tonn

Se il centro di riciclo fosse stato previsto nel 2000, oggi avremmo questa situazione, riassunta in 3 immagini:


una crescente diminuzione del costo di gestione. Nel 2012 l'ammortamento dell'impianto con un mutuo decennale si sarebbe concluso.


Il Centro di Riciclo avrebbe dato lavoro a 77 dipendenti con una retribuzione di 1.500 €/mese nette (medie) in busta paga.

I rifiuti sarebbero diventiati veramente una risorsa. Il Granulato ricavato dal recupero di materia dalla frazione indifferenziata, non imballaggio, sarebbe stato venduto. Mentre il restante dei rifiuti gestiti con gli attuali consorzi.
La frazione Umida, FORSU, potrebbe essere gestita ricavando biogas e compost. Il primo poteva essere immesso direttamente nella rete di teleriscaldamento di Agesp Spa, mentre il secondo poteva essere venduto agli agricoltori locali 15 €/Tonn.

In conclusione potevamo passare in 12 anni da una gestione inceneritrice ad una gestione ad alto recupero di materia prima.

AccamCentro riciclo
Tariffa IndifferenziatoTariffa completa
2000€ 40,65
2001€ 36,45
2002€ 37,59
2003€ 53,21
2005€92,54€ 32,95
2006€93,73€ 34,63
2007€94,20€ 37,14
2008€94,38
2009€96,88€ 37,26
2010€121,84€ 35,88
2011€120,20€ 37,74
2012€120,29€ 28,26

Quindi in conclusione, Sindaco Farioli, facciamo un centro di riciclo come le chiediamo dal 2009, e rifacciamoci restituire le Aree.

PS: i dati del 2003 risultano essere anomali in quanto alla fonte, ovvero sull'osservatorio dei rifiuti, non risultavano dettagliati come gli altri anni. I dati 2004 e 2008 invece sono proprio mancanti.

domenica 9 novembre 2014

Accam spa: Lo scenario B2 come ipotesi di innovazione

Buongiorno a tutti,

Qualche giorno fà ho pubblicato un post su facebook nel quale mettevo in risalto una strana anomalia negli scenari proposti, ovvero che l'aumento della differenziata causava un calo di rendimento negli scenari con gli impianti di selezione. 

Mi sono permesso quindi di provare a rifare i conti e mi sono accorto invece che, l'unica soluzione con vantaggi economici con il miglioramento della raccolta differenziata, è la soluzione B2, cioè quella che prevede la dismissione completa dell'impianto di incenerimento e la realizzazione di un impianto di selezione e di gestione dell'umido.

I motivi, a mio avviso, sono da ricercarsi nel fatto che nelle soluzioni A, la presenza dell'inceneritore fa diminuire i vantaggi della raccolta in quanto necessita di rifiuti, ma c'è da considerare anche il fatto che i costi impiantistici e di gestione sono calcolati con una potenzialità dell'impianto di 60000 t/anno, che è inferiore alla quantità di rifiuti ipotizzati nel caso di RD al 63%. Ciò comporta l'utilizzo di discariche per la parte eccedente. Invece la soluzione B1, porta con se elevati costi per la gestione esterna dell'umido in quanto non gestito direttamente, oltre che il ricorso alle discariche per la parte non differenziata.
Nel conteggio, inoltre, per tutti gli scenari, non sono stati indicati i proventi dalla vendita del Vetro e del Legno, nonché i contributi economici dei relativi consorzi e la gestione dei rifiuti ospedalieri. Nel conto non sono state altresì inseriti, i costi di smaltimento di ceneri e polveri dovuti all'incenerimento. 

Ripetendo i conti ho ottenuto una situazione del tutto diversa, che vi illustro con la foto qui a fianco. Come potete vedere, la componente tarifferia legata alla sola gestione dei rifiuti, con l'aumentare della RD, aumenta in tutti i casi tranne che nello scenario B2. Per quanto riguarda invece la gestione dei costi impiantistici, applicando un mutuo di 30 anni al tasso del 6,5%, indicato dallo studio, abbiamo che la migliore situazione, ovviamente, è lo scenario B1, mentre la peggiorre è lo A2, in quanto quello con più investimenti. In rapporto inoltre alla RD, tutti i costi relativi alle tonnellate di rifiuti prodotti, aumentano con l'aumentare della differenziata, in quanto diminuisce la parte indifferenziata. Nel complesso la migliore soluzione risulta essere la B2, mentre la peggiore, purtroppo, è la B1.

Ora occorre fare una scelta innovatrice, coraggiosa, che possa fare alla città un passo in avanti e terminale l'"era del fuoco" passando all'"era dei materiali". Io personalmente sosterrò la soluzione B2.

Vorrei inoltre darvi un ulteriore spunto di riflessione. Il gas prodotto dalla degestione dell'umido e della frazione FORSU in generale, generalmente viene sfruttato con dei bruciatori, dai quali si ricava energia termica, poi venduta, una volta convertita, sottoforma di energia elettrica o in calore. Io suggerirei una nuova strada ovvero lo sfruttamento diretto del gas per il territorio. Nel 2013 il MISE ha emenato il DECRETO 5 dicembre, con il quale si da l'ok all'immissione di gas biometano, sia nella rete di trasporto che in quella di distribuzione, prevedento anche la rete che distribuisce il gas per l'alimentazione dei veicoli. Il decreto prevede incentivi e facilitazioni, tutto con l'unico presupposto che il biometano prodotto rispecchi le caratteristiche fissate dall'Autorita' con la delibera di cui all'art. 20, comma 2 del decreto legislativo 3 marzo 2011 n. 28. Questo farebbe abbassare ulteriormente i costi impiantistici e potrebbe dare un impulso economico al nostro territorio che potrebbe godere di gas metano prodotto localmente ad un prezzo inferiore.

Ivan Catalano

sabato 14 giugno 2014

Quanto costerebbe Riciclare i rifiuti invece che incenerirli?

Buonasera a tutti,

oggi vorrei postare qualche riflessione in merito alla gestione dei rifiuti. Prima di tutto qualche dato. I dati sui rifiuti della provincia di varese sono disponibili a questo indirizzo della provincia di Varese.

Se filtriamo opportunamente i dati sui soci Accam della provincia di Varese, possiamo determinare l'ammontare dei rifiuti è cosi suddiviso:


a sua volta la raccolta si differenzia come mostrato dal grafico:


Possiamo osservare come la componente indifferenziata sia diminuita nel tempo a favore invece della raccolta differziata che negli anni è migliorata, anche nella sua qualità.
Se filtriamo i dati di Busto Arsizio e li mettiamo in relazioni con la raccolta  differenziata, vediamo come la diminuzione della parte da smaltire con l'inceneritore fa aumentari i costi di smaltimento, vanificando i risultati positivi della raccolta differenziata:


Facciamo ora 2 conti. Applichiamo il metodo di gestione del centro di riciclo di Vedelago, uno dei migliori impianti del nord Italia, rappresentato dalla immagine riportata qui sotto:


Applicando i dati dei comuni della provincia di Varese in Accam, la divisione dei rifiuti raccolti e differenziati cambia notevolmente:


Come vedete la parte indifferenziata che finisce in discarica diminuisce sempre di più. Quello che aumenta è la parte che viene recuperata come granulato. apparentemente diminuiscono gli imballaggi di plastica, ma in realtà aumenta la qualità di quella raccolta in quanto ciò che non è imballaggio viene comunque recuperato e non dato al CONAI.

A questo punto, vendendo il granulato e ricevendo i soldi dal CONAI per la gestione della differenziata, il costo dell'impianto di riciclo confrontato con la parte indifferenziato avremo che:

il costo comunque tende a salire ma poi si stabilizza su un valore comunque basso. Se evidenziamo i guadagni e i costi nel dettaglio avremo che:

I costi dell'impianto sono coperti quasi totalmente dai guadagni. L'impianto di riciclo spinto è un impianto che genera virtuosità, gestito dal pubblico potrebbe essere un modo per unire un risultato virtuoso di raccolta con un risparmio per il cittadino.

Dai grafici vedete che nel 2003 ci sono dei valori strati, deriva dal fatto che nel 2003 l'osservatorio provinciale non ha raccolto nel dettaglio tutti i dati come negli altri anni.

Ivan Catalano





giovedì 29 maggio 2014

Inceneritore Accam: Grafici esplicativi

Buongiorno a tutti,

oggi pubblico una analisi dei deti di bilancio dell'azienda Accam Spa, che gestisce un Inceneritore per ben 27 comuni dell'alto-milanese. Da quando nel 2009, Accam ricevette la diffida da parte della Regione Lombardia, la società ha fatto molta fatica a tenere i conti in ordine. Il bilancio 2009 si chiuse con un deficit dovuto ai mancati introiti dovuti ai CIP6, in quanto non fu messo in funzione (come preannunciato nella sessione di approvazione di bilancio del dicembre 2009).
Come possiamo vedere da questo grafico:


gli introiti derivanti dalla vendita di energia elettrica sono calati drasticamente. L'andamento delle entrate, è mutato nelle sue componenti. La componente derivante dallo smaltimento delle RSU ha un trend negativo, che però pare compensato dal trend crescente dello smaltimento delle RSI (rifiuti non urbani).
Anche la raccolta differenziata è cambiata nel tempo. Da questo grafico si evince che, già dal 2008, la quantità di rifiuto indifferenziato brucitato, cala proporzionalmente.

Per compensare a questo calo, la società ha dovuto, tramite gli accordi di mutuo soccorso, approvigionare materiale altrove. Con una politica sempre in crescita sin dal 2005.
Sul fronte della tariffa possiamo dedurre che finché c'era il contributo dello stato dovuto ai CIP6 l'inceneritore poteva garantire ai soci tariffe competitive. Dal 2009 però ha dovuto adeguare le tariffe portandole a 120€/tonn.


A breve pubblicherò un grafico e una tabella di come potrebbero essere gestiti i rifiuti in modo virtuoso, conservando i posti di lavoro e riqualificando l'azienda.

Ivan Catalano

mercoledì 11 maggio 2011

Accam sempre meno trasparente!! E bilancio 2010 in ROSSO!

Buongiorno a Tutti!

Come per la precendente riunione dei soci Accam Spa, la società che gestisce l'Inceneritore di Busto Arsizio, ha indetto una Assemblea dei Soci per l'approvazione del bilancio a porte chiuse. Ricordiamo a tutti che Accam Spa, è una società partecipata al 100% da 27 comuni divisi tra Provincia di Milano e di Varese. Con la precedente amministrazione avevamo sempre ottenuto almeno la massima trasparenza assistendo alle sedute come pubblico e riprendendole con la videocamera, pubblicando sul web i video.
Dalla Assemblea emerge che anche per il 2010 il Bilancio è negativo (fonte la provincia di varese - 03/05/2011). Come per il 2009 che aveva chiuso con una perdita di circa 900.000 €, causa mancanza dei CIP6 dovuti alle opere di revamping ancora non fatte, il 2010 deve essere stato un altro anno all'insegna della mancanza di Soldi, in quanto nel 2009 si prevedeva un -3.000.000 €, dato che non possiamo verificare per la mancanza di trasparenza della società.
Ricordiamo che l'inceneritore deve essere sottoposto entro la fine del 2011 ad un opera di messa a norma, a causa della diffida della regione lombardia, del febbraio 2009. A questa diffida Accam Spa rispose che avrebbe fatto delle opere di revamping per rientrare nei parametri di legge, ben 41 Mln€ previsti di spesa. Nel 2010 è stata trovata la banca finanziatrice, la BNL, sottostando ad alcune richieste di garanzie, diritto di superficie e fideiussione. Nel 2011 i lavori sono ancora fermi, in quanto la gara di revamping andata deserta.

Appena appresa la notizia abbiamo lanciato una provocazione, fare diventare Accam Spa un centro di riciclo.. potrebbe essere l'occasione per cambiare rotta!

In modo indiretto inoltre abbiamo avuto la notizia che le nuove tariffe di Accam potrebbero aggirarsi intorno ai 130 €/tonn. Dato che nel Piano della provincia di varese sui rifiuti, Accam è considerato come unico centro di smaltimento di rifiuti per l'intera provincia di varese, i soci si stanno mobilitando per approvare una modifica statutaria che consente ai non soci di conferire all'azienda. Per farla passare come una opera buona, stanno pensando di fare pagare l'aumento tariffario ai nuovi conferitori, abbassandosi la quota essendo soci.

La politica del facciamo pagare ad altri le nostre scelte, regna in questa provincia..

Loro non molleranno mai.. noi neppure (ma gli conviene?)

Catalano Ivan

Movimento 5 Stelle Busto Arsizio

lunedì 28 marzo 2011

Accam facciamolo diventare un centro riciclo!!!

COMUNICATO STAMPA 28/03/2011


"Ed eccoci all'ennesimo arresto della lunga e travagliata via crucis verso il revamping dell'inceneritore di ACCAM.
Via crucis che, anche se ferma ad una stazione, proseguirà penosamente verso il suo obbiettivo.
In questo caso la stazione d'arresto, ma chiamiamola stazione di riflessione, è quella dovuta all'apertura delle buste per l'offerta relativa al revamping, andata sostanzialmete a vuoto.
Sembra non ci sia nessuno interessato all'appalto!
Ma facciamo un passo indietro, dove eravamo rimasti..? Ah si..
Eravamo rimasti al punto in cui avevamo assistito all'approvazione della nuova convenzione che assegna ad ACCAM non più il semplice affitto dei terreni, ma il diritto di superficie per effettuare la manutenzione dell'impianto ed il revamping, fino al 2025!

Il diritto di superficie rende possibile ipotecare i terreni con le banche finanziatrici, che comunque non hanno accettato la sola ipoteca dei terreni, a fronte di un investimento di circa 40 milioni, ma hanno preteso una fideuissione dai comuni del consorzio, non da tutti accettata.
Ricordiamo a tutti che la nuova convenzione supera la precendente del 2006, che invece vedeva le dichiarazioni della nostra amministrazione comunale di spegnere l'impianto nel 2016 e dismetterlo nel 2019 (ma allora 5 anni fa era possibile?!?!). Vecchia convenzione che possiamo dire ormai incenerita.
Come sappiamo, a nulla sono bastate le ormani decennali proteste dei comitati e dei gruppi contro l'incenerimento e contro il revamping, e a favore di una nuova politica ambientale legata al problema dei rifiuti.
Il modello Vedelago, funzionante in provincia di Treviso su un bacino di oltre 1 Milione di utenti, qui è stato bocciato perchè considerato un business (e che c'è di strano?) per di più irrealizzabile (e che business sarebbe allora?).
La nuova convenzione scrive in grassetto che si procederà da subito con lo studio comparativo tra diverse forme di smaltimento, tenendo conto della Direttiva 2008/98CE che indica come preferibili alla valorizzazione energetica il riutilizzo ed il riciclaggio, al fine di individuare quale sia la migliore tecnologia da utilizzare in alternativa all'incenerimento. La riunione per discutere le proposte è fissata per il 2020!!!
Bene, invitiamo tutti, ancora una volta, a farsi un giro sul sito del Comitato Ecologico Inceneritore e Ambiente Borsano (http://comitatoborsano.altervista.org/) per avere qualche informazione seria e obbiettiva sulla situazione.

Nel frattempo, prima che la via crucis riprenda, lanciamo la proposta di trasformare ACCAM in un centro di riciclo "modello" Vedelago (http://www.centroriciclo.com/azienda.php), senza privatizzarlo, ad un sesto del costo del revamping, con la possibilità di dare lavoro a molte più persone, fornendo anche materia prima conveniente alle industrie della plastica presenti sul territorio.
Forse troveremo qualcuno desideroso di investire in questo progetto, dove probabilmente le difficoltà sono minori e gli utili più tangibili.  Noi vogliamo che l'amministrazione pubblica abbia il coraggio di passare alla storia, come lo stanno facendo tante altre, per aver abbandonato la strategia del bruciare, superandola con la strategia del riciclo e del recupero, come sottolineato nello stesso art. 7 del contratto, in merito a quanto enunciato dalla citata direttiva 2008/98CE
Che futuro vogliamo lasciare ai nostri figli?  Quello del "non potevamo fare altrimenti"?
No, possiamo fare di più tutti e lasciare al futuro dei nostri figli la frase "ci hanno creduto, ci hanno provato e ci sono riusciti.""
Cordiali Saluti

Giampaolo Sablich
Portavoce Busto Arsizio 5 Stelle
Candidato Sindaco Movimento 5 Stelle

venerdì 12 novembre 2010

Ceneri da incenerimento di Rifituti uguali alle Ceneri del camino?! ma stiamo scherzando!!?

 
Guarda anche gli altri filmanti:
  • Interventi dei sindaci 1,2,3,4,5,6
  • Intervento del comitato ecologico e inceneritore di borsano 7,8
Federico Antognazza, di ARPA LOMBARDIA (ma all'incontro a titolo personale), fa un intervento alquanto discutibile. Continua a criticare il sistema di Riciclo 100% di Vedelago sul fatto che è gestito da una azienda privata, cosa che non è discriminante per la riuscita della strategia. Continua a rimarcare il fatto che occorrono studi fatti da università o da terzi, cosa che già è stato fatto dal centro riciclo di Vedelago.. insomma nessuna analisi del progetto in se della sua efficacia ma critiche di contorno. L'incenerimento dei rifiuti è una cosa su cui noi siamo contrari, a prescindere se ha gestirlo è una SpA o una Srl, un privato o un pubblico. Sosteniamo la "STRATEGIA RIFIUTI ZERO" per la gestione dei rifiuti e abbiamo persone compententi, come Patrizia Gentilini oncologa dell'ISDE, che sono pronte a dimostrare la pericolosità dell'incenerimento.

Secondo lui le scorie da incenerimento, sono da quivalere alle ceneri del caminetto. Purtroppo il filmato si interrompe per un inconveniente tecnico alla videocamera, ma il video che abbiamo ottenuto parla da se.
Vi riporto qui sotto l'analisi che Accam SpA ha fatto delle Ceneri da Incenerimento. Vengono classificate come RIFIUTO SPECIALE NON PERICOLOSO, ma ciò non vuol dire che sono equiparabili alle ceneri da caminetto che bruciando legna producono invece, un possibile fertilizzante. Devono essere smaltite a loro volta o in discariche speciali, o in cementifici (e dio solo sa cosa ne fanno li dentro). In un post precedente abbiamo analizzato quanto ci costano queste "Ceneri da caminetto inerti", ovvero 60 €/t, per darvi un idea l'appalto di gestione è di 2 mln € in 2 anni.



Vi invitiamo ad ascoltare questo intervento per capire come continuano a fare falsa informazioni, con critiche di contorno e analisi superflue..
Ultima nota curiosa, all'inizio del suo intervento l'ingegnere afferma che nei paesi piccoli non si riesce fisicamente a fare la differenziata. Ma questo non è del tutto vero, ci sono posti dove fanno la raccolta Porta a porta con asini.

Report Altomilaneseinrete.it

Loro non molleranno mai.. noi neppure (ma gli conviene)

Stay Tuned

Catalano Ivan

venerdì 29 ottobre 2010

4 Milioni in più per il revamping di Accam Spa


Fonte: http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=186279
Assemblea dei soci a porte chiuse per Accam SpA, la società partecipata da 27 Comuni che gestisce l'inceneritore di Borsano, e primi nodi sul "revamping", il cui costo cresce: le prescrizioni tecniche si aggiornano e sarà necessario investire quattro milioni in più.
Fonte: http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=186279

Ha lasciato comprensibilmente qualche strascico l'annuncio che il "revamping" dell'inceneritore Accam è da... "revampare" ulteriormente, con altri quattro milioni di euro di spesa prevista, per aggiornare il progetto in relazione ad un elemento del sistema, una griglia che dovrà garantire raffreddamento ad acqua piuttosto che ad aria, indispensabile per ottenere gli altrettanto essenziali certificati verdi.
Tra le voci perplesse, ne abbiamo sentite due: Mario Aspesi, sindaco di Cardano al Campo, e la collega Maria Maddalena "Madì" Reggio, di Golasecca. Ne emerge che qualche chiarimento ulteriore ai soci andrà dato
La seduta dell'Assemblea Accam tenuta a porte chiuse non ci ha permesso di avere trasparenza a riguardo. 
La cifra era già onerosa, 41 Mln  €, ottenuta con non si sa quale grazia divina. (considerando che le banche non scuciono nemmeno 6 Mln € per la caldaia)
A breve pubblichero uno studio riguardante la realizzazione della Strategia "RIFIUTI ZERO", per tutta la Provincia di Varese, presentata in allegato alle nostre osservazioni al piano dei rifiuti.

Loro non molleranno mai.. noi neppure (ma gli conviene?)

Stay Tuned

Catalano Ivan

martedì 26 ottobre 2010

Assemblea Soci Accam Spa! Speriamo che la trasparenza sia mantenuta



Buona sera a tutti
 

Domani, 27 Ottobre 2010, è stata convocata l'assemblea dei soci Accam Spa, L'INCENERITORE DI BUSTO ARSIZIO.
Busta Arsizio 5 Stelle sarà presente per riprendere. Giungono voci che la seduta potrebbe essere a porte chiuse, e dato l'ordine del giorno, potremmo anche capire perché.
Leggiamo infatti che c'è la presentazione degli atti del revamping.




Loro non molleranno mai... noi neppure (ma gli conviene?)

Stay Tuned

Catalano Ivan

domenica 24 ottobre 2010

BNL Banca Armata, Banca Nucleare, Banca Inceneritrice!

Buongiorno a tutti


Le ultime vicende riguardanti la costruzioni delle centrali nucleari, il commercio di armi e il revamping dell'inceneritore Accam Spa, vedono come grande protagonista una unica banca.
E' vero, le centrali nucleari e le armi sono temi che non riguardano la provincia di varese, (forse il nucleare non è del tutto vero) ma l'incenerimento di rifiuti invece si!
La coincidenza vuole che tutti questi problemi si concentrano e vengano sostenuti da una banca, la BNL-BNP Paribas.

Vi invito alla lettura dei seguenti articoli:

Loro non molleranno mai.. noi neppure (ma gli conviene?)

Stay Tuned

Catalano Ivan

venerdì 22 ottobre 2010

Quanto costano le ceneri tossiche che L'inceneritore Accam Produce?



Durante il fenomeno di combustione dei rifiuti, L'impianto di Incenerimento Accam Spa, con sede a Busto Arsizio nel quartiere di Borsano, produce una quantità di scorie pari a circa il 20%, di cui il 16.5% in ceneri, le quali vengono girate a dei cementifici (accam li da ad HOLCIM) per il loro riciclo (SONO RIFIUTI PERICOLOSI!), e il 3.5% in rifiuti da Discarica. Dalle ceneri si recupera il 3% di metalli. Per quanto riguarda le produzione delle Polveri, si aggira intorno al 4%. Tutte queste percentuali sono in relazione ai rifiuti che entrano in Accam spa (fonte bilancio 2009).
Ad esempio ogni 100.000 Tonnellate di rifiuti INCENERITI, abbiamo che:

20% di 100.000 = 20.000 t (scorie)
16.5% di 100.000 = 16.500 t ceneri "riciclate" in cementificio
3.5% di 100.000 = 3.500 t mandate in discarica
4% di 100.000 = 4.000 t di polveri

Se facessimo riferimento ai dati dello scorso anno, e prendessimo per buono il valore monetario (1.140.000€) espresso da questo Bando di affidamento del trattamento delle scorie, avremo che:

1.140.000 € / 19.000 t = 60 €/t

Il solo trattamento delle scorie che l'inceneritore produce, costa mediamente 60 € a tonnellata. Questo costo è uno dei costi che scomparirebbero in una gestione a Modello "RIFIUTI ZERO", in quanto non si bruciano rifiuti ma si recuperano tutti, circa il 97%.

Considerando che nel 2009:
  • i rifiuti andati a INCENERIMENTO, sono stati 107.452 Tonnellate (sempre dati recuperati dal bilancio 2009) di cui RSU 80.454; 
  • che le scorie prodotte ammontano a 18.786 Tonnellate;
  • l'energia venduta (totale meno l'autoconsumo) 46.793.370 kWh;
  • le entrate dalla vendita di energia sono state di 8.599.389 €;
  • il costo dello smaltimento accollato ai comuni soci, delle RSU, è stato di 7.794.275 €;
  • l'autoconsumo di energia elettrica è stato di 17.161.430 kWh
Potremmo tirare le seguenti conclusioni, dal punto di vista economico:

  • il costo dei rifiuti a tonnellata per i comuni è stato di: 7.794.275 / 80.454 = 96,9 €/t
  • la % delle ceneri sui rifiuti è di 18.786 / 107.452 x 100 = 17,5%
  • le t di ceneri imputate all'INCENERIMENTO della RSU 80.454 x 17.5% = 14.079,5 t
  • tenendo buono il valore dell'appalto di quest'anno, per la gestione delle scorie, 1.140.000 € per 19.000 t abbiamo che, per il 2009,  potrebbe essere ammontato a circa: 14.079,5 / 19.000 x 100 = 74% => 1.140.000 € x 74% = 843.600 €
  • quindi l'ipotetico costo delle scorie a tonnellata è di circa 843.600 / 14.079,8 = 59,9 €/t
  • guadagno dalla vendita di energia per tonnellata di rifiuto 8.599.389 € / 107.452 t = 80 €/t
Questi non sono tutti i conti economici che andrebbero fatti, non ho considerato i debiti che l'azienda paga per le varie opere di manutenzione dell'impianto, ma danno l'idea dei costi di gestione di un INCENERITORE e di che follia economia sia mantenerlo in vita. Tenendo conto che senza quegli 80 €/t derivati dalla vendita di energia, illegalmente foraggiata dai CIP6 (che tra l'altro nel 2009 ha perso), incenerire costerebbe di più. Inoltre, è un assurdo tecnologico sprecare 17 GWh di elettricità in un anno, per fare funzionare un forno.

Rifiuti Zero è vantaggiosa dal punto di vista economico, l'unico suo handicap è che non fa girare soldi pubblici! Ecco perché tante domande, ecco perché tanti dubbi da parte dei politici. Chi adotta questa strategia comincia a produrre meno rifiuti e a risparmiare seriamente, sia dal punto di vista ambientale che da quello economico.

CI BATTEREMO PER QUESTA STRATEGIA, RIFIUTI ZERO è UNA IDEA NON UNA IDEOLOGIA

Loro non molleranno mai... noi neppure (ma gli conviene?)

Stay Tuned

Ivan Catalano

sabato 9 ottobre 2010

Assemblea dei soci Accam spa, inceneritore di Busto Arsizio del 29/06/10

Scusate il ritardo della pubblicazione di questo post, ma di mezzo c'è stata l'estate :)



Alla riunione del 29/06/2010 dei soci accam, viene presentato il bilancio.






Il bilancio 2009 si è chiuso con un deficit dovuto ai mancati introiti dovuti ai CIP6, in quanto Accam non ha funzionato (come preannunciato nella sessione di approvazione di bilancio del dicembre 2009). In un intervento Il Sindaco di Gallarate, Mucci, spiega la questione spinosa della Fiedeiussione chiesta dalle Banche per poter concedere il Prestito alla società, con il quale finanziare l'opera di Revamping.




Durante la seduta, Cicero (ex Amm. Delg) spiega come una sola banca abbia partecipato al bando di gare, ovvero la BNL. Un sentore di questa situazione si era già avuto quando al bando per il finanziamento di 6 mln €, per sistemare la caldaia, non si presentò nessuna banca, tempestando di domande la società per quei "4 spiccioli".





La nuova convenzione tra Busto Arsizio e Accam è stata fondamentale per il proseguimento dell'azienda, in quanto ha consentito appunto che quell'unica banca si potesse presentare, come in uno sfogo Cicero afferma.






La Seduta si chiude con la votazione del nuovo presidente di Accam Spa, nella figura di Roberto Antonelli, questo l'intervento in assemblea del Sindaco Farioli. Farioli nel suo intervento, propone che Accam venga trasformata in una società diversa entro il Dicembre 2010, chissà cosa ci dobbiamo aspettare.






Il 30/09/2010 il bando di gara del Finanziamento per il Revamping, è stato affidato alla banca BNL.

Loro non molleranno mai.. noi neppure (ma gli conviene?)

Stay Tuned

Catalano Ivan

PS: il 16 ottobre ci sarà un incontro su accam per info qui
PPS: la seduta in versione integrale è qui: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10

giovedì 30 settembre 2010

AFFIDATO IL BANDO DI GARA PER IL FINANZIAMENTO DEL REVAMPING DI ACCAM SPA



Accam Spa, L'inceneritore di Busto Arsizio ha affidato la gara d'appalto per il finanziamento del revamping dell'impianto.
La banca vincitrice è la BNL, Banca del gruppo francese BNP Paribas.
L'appalto tolale è di 41 milioni di €.
Questa vicenda è una pagina vergognosa per la storia della provincia di varese. Molti sono stati gli enti coinvolti nella faccenda.
Troverete un riassunto qui.
Ora che il bando è stato affidato, come accennato nel dicembre 2009 dall'assemblea Accam, i lavori potrebbero partire nel gennaio 2011. Inizierà l'iter di approvazione che durerà 8 mesi per l'approvazione dei progetti, che la società CONSORZIO DI TERMOINGENIERIA DI MILANO, affidataria della progettazione, dovrà presentare.

Seguite l'operazione "Rifiuti Zero" sul blog di fiato sul collo, e il Tag Accam.

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Stay Tuned

Catalano Ivan

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