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venerdì 27 maggio 2016

#Elezioni 2016 a Busto Arsizio: Confronto tra i programmi

Buongiorno a tutti,

faccio seguito alle due analisi precedenti, #M5S e #MovX, e pubblico un confronto analitico dei programmi elettorali di tutte e 5 i candidati sindaci.


Come vedete alcune politiche sono comuni. Difficile scegliere chi votare in base al programma elettorale, però vale la pena di leggerli per capire cosa dicono realmente, al di la di ciò che dichiarano sui media.

Ivan Catalano

martedì 24 maggio 2016

il programma del Movimento X: la mia analisi

Buongiorno a tutti,

oggi vorrei analizzare il programma elettorale del Movimento X Busto Arsizio, che concorre alle elezioni del 5 giugno con una sua lista e un suo candidato sindaco.
Il programma elettorale lo potete trovare qui. La lista è promossa dall'Ex consigliere comunale, dimissionario, del M5S, Giampaolo Sablich (ho parlato della questione delle sue dimissioni nel post di analisi del programma del m5s). 
In lista oltre a trovare lui direttamente come candidato, troviamo anche sua moglie la Senatrice Laura Bignami, Ex M5S espulsa nel 2014. 

Ma passiamo all'analisi del programma elettorale. Da una prima lettura si scopre che la base di partenza è quella del programma del M5S del 2011 (che è quello che ho seguito io quando ho sostituito Sablich al suo gesto di abbandono dell'assise, e che trovate pubblicato in queste pagine 1, 2, 3, 4, 5 , 6, 7, 8), quello discusso online al tempo. 
Anche MovX non ha fatto alcuna consultazione pubblica per il programma, ma solo delle primarie ibride per il candidato sindaco.

Ma vediamo quali sono le parti che cambiano nel programma: 

interessante il punto 0. I percorsi esperienziali.


Sicuramente una bella idea per fare rendere conto al sindaco dei problemi quotidiani dei cittadini. Manca tutta una parte relative alle imprese, tipo recarsi alla Suap e fare una pratica, fare una richiesta di costruire, simulare l'apertura di nuova attività ect.. 

Salute e Sostenibilità è identico al 100% con al visione del m5s di 5 anni fa. E' ancora attuale nei suoi punti.

Partecipazione diretta dei cittadini è identico al 65%. Il punto all'art. 4 è superato, lo avrei tolto e quello all'art. 7 è stato realizzato. Sono stati aggiunti 5 nuovi punti:


Il punto 11, 12 sono riprese dalle 2 mozioni approvate in consiglio comunale e proposte dal sottoscritto. Il punto 13 è preso dalle idee per busto che ho pubblicato (di cui però hanno dimenticato di attribuire la citazione). Il punto 14 è già espletato dall'amministrazione. Bisogna capire cosa si intende per associazioni virtuose e quali vorrebbero promuovere. Per il punto 10 bisogna capire a che livello vogliono promuovere il Voto Online.

In linea generale anche questi 5 punti sono condivisibili.

Protezione e reti sociali è identico al 90%. I punti sono ancora attuali. E' stato aggiunto solo un altro punto che dice: 


Però non ne comprendo l'esigenza.

Mobilità è identico all'85%. L'art. 10 è obsoleto, lo svincolo è stato realizzato. E' forse stato uno degli unici punti del programma del m5s del 2011 ad essere stato realizzato pienamente. Ritrovarlo è un errore grossolano. Buone le ultime 2 aggiunte:


Economia è identico al 70%. L'art. 2 è superato per il resto è ancora attuale. Gli ultimi 3 punti sono stati presi dalla mia pubblicazione senza fare la citazione.


Anche questi 4 punti sono condivisibili ovviamente.

Acqua è identico al 100%. Purtroppo lo sviluppo della situazione dell'ATO provinciale e la costituzione della società Alfa, ha rimesso in gioco tutta la gestione del servizio idrico. Occorre quindi non solo enunciare i principi dell'acqua pubblica ma anche come si intente proseguire il percorso dell'attuale gestione. Di conseguenza l'art. 1 era da aggiornare, il resto è ancora attuale.

Futuro è identico al 100% e ancora condivisibile.

In conclusione il programma è uguale per 3/4 a quello del M5S del 2011. Contiene spunti interessanti e alcuni presi dalle mie idee per busto. Sarebbe stato bello se mi avessero citato, dato che ho rilasciato quelle idee con licenza creative commons apposta. 

Ivan Catalano

mercoledì 11 maggio 2016

Il programma del M5S: la mia analisi

Buongiorno a tutti,

il M5S di Busto Arsizio è riuscito a presentare una lista civica per le prossime elezioni del 5 giugno 2016. Per l'occasione ha pubblicato un programma elettorale che vorrei snocciolare.

Partiamo dalle premesse:

La mia attenzione è subito destata da questo interessante questo passaggio:
"Tutte le decisioni su Busto Arsizio saranno prese a Busto Arsizio: gli eletti risponderanno solo al programma, ai cittadini e alla loro coscienza, senza ingerenze da parte di segreterie o direttivi ad un “livello superiore”"
è un assunto nobile che però non è stato rispettato dagli attuali membri del gruppo bustocco nei miei confronti. Quando dovetti decidere se succedere o meno al dimissionario Giampaolo Sablich, una sorta di segreteria cittadina di persone ha diramato un comunicato non firmato con cui affermava:
"continue dichiarazioni non condivise dalla base. La sua libera scelta di passare al gruppo misto in parlamento ha sancito, per noi, l’atto finale di questa vicenda.". 
Mi hanno accusato di non aver risposto alla loro lettera aperta dove mi chiedevano di non accettare l'incarico, ma io in data 31/03/2014 ho scritto loro: "Chi di quelli che vengono dopo di me accetterebbe?" in risposta mi ha detto che non era affare mio, ma siccome volevo garantire il rispetto del programma elettorale e dare un candidato che rispettasse quello e non la volontà di una segreteria cittadina, ho chiesto loro di darmi un nome di una persona in lista dopo di me che pubblicamente si assumesse la responsabilità. L'attuale candidato sindaco Luigi Genoni mi rispose dicendomi:
"Hai ragione che deve essere comunicata ufficialmente alla stampa, ma solo successivamente alla decisione che verrà presa dagli attivisti del M5S del gruppo di Busto A. Quindi facci sapere la tua posizione che abbia queste 3 caratteristiche: chiara, veloce e definitiva.
al che io risposi:
"io sto in supplenza quando avete deciso un nome sicuro garantito e che lavori per il programma della lista io mi tiro indietro, ma dovrete avere il consenso di tutti quelli che stanno prima del nome che sceglierete. se non garantite questo io non mi dimetto e affronto l'incarico. Se vorrete aiutarmi per adempiere al programma della lista io sono più che contento dato che vi ho partecipato attivamente per quel programma.". 
A questo punto dopo essermi stato ribadito che la posizione del gruppo era quella espressa nella lettera aperta, e dopo che uno "tra i fondatori del movimento 9 anni fa a Busto" mi ha detto che:
"La Lista Civica BustoA5Stelle è una lista certificata da Grillo Giuseppe, e Giampaolo è colui che legalmente può usare il simbolo del M5S (in qualità di unico eletto di questa lista). La lista civica BustoA5Stelle è il M5S a Busto Arsizio. Tu non fai più parte del M5S, a te non deve neanche interessare chi subentra
allora a quel punto ho deciso, dopo una attesa di 15 giorni di accettare l'incarico. Le motivazioni semplici chiare e definitive: Il rispetto del programma elettorale del 2011.
Quindi, quando uno decide con coscienza di rispettare il programma elettorale, perché redatto dai cittadini per i cittadini, allora qui subentra una segreteria di partito che decide per lui. Quindi quella frase messa li per me non ha senso.

Interessante anche questo punto:
"I candidati non eletti si impegnano a formare uno staff di collaboratori volontari a supporto dei candidati eletti, allo scopo di aumentarne l’incisività nelle istituzioni.", 
peccato che nel 2011 tutti poi sparirono. Sparirono anche nei miei confronti, nessuno mi aiuto nell'azione consigliare, benché io stessi rispettando il programma elettorale da loro accettato e votato (ma forse non erano in molti sopravvissuti a quel programma a dettare la nuova linea "editoriale" del m5s a Busto Arsizio).

Passiamo al programma vero e proprio:

Trasparenza

1) Accessibilità atti on-line. Già affrontato e realizzato. Tra l'altro con la mozione 237/2013 (Verbale, Mozione) presentata dal Consigliere Giampaolo Sablich nel 2013 approvata.

Il comune è dotato di un albo pretorio online davvero trasparente, di un motore di ricerca degli atti di giunta e consiglio, nonché delle determine
Nel rispetto del punto trasparenza io ho presentato, e il consiglio l'ha approvata, una mozione per chiedere gli OpenDATA di Bilancio. Oggi su questo argomento il parlamento ha fatto passi da gigante. Tutte le informazioni di bilancio le potete trovare pubblicate, con le serie storiche a partire dal 2008 ad oggi, grazie all'innovazione portata da SIOPE, che ha reso fruibili i dati in modalità Open, adempiendo ad un Ordine del Giorno approvato, da me sottoscritto, presentato dall'intergruppo innovazione di cui faccio parte. Sul tema della trasparenza e dell'uso dei dati ho presentato ben 2 (prima e seconda) interrogazioni dove il Sindaco ha dato risposte di lavoro fatto.

2) Trasmissione delle sedute consiliari. Argomento trito e ritrito e attuato dal sindaco Farioli su spinta del lavoro fatto dal sottoscritto, da Davide Migliorino e Giampaolo Sablich. Certo trasmettere anche le commissioni da parte dell'amministrazione sarebbe auspicabile, io lo facevo quando riprendevo con la mia videocamera, ma non mi è sembrato di vedere nulla pubblicato nessun video dal "nuovo" m5s di Busto Arsizio, per l'operazione "Fiato sul collo".

3) Verifica graduatorie, appalti e scadenze. Anche per questo punto la trasparenza su appalti è massima. Agesp ha il suo sito (e basta cliccare qua e la e si trova dove vengono pubblicati i bandi), Accam il suo e il comune pure ha il suo.

Partecipazione e democrazia

1) adozione di strumenti e politiche per incentivare la partecipazione dei cittadini attraverso:

a. utilizzo degli strumenti gratuiti a disposizione in internet, per permettere ad ogni cittadino di segnalare in tempo reale all’Amministrazione problematiche e disservizi (dissesto stradale, segnaletica mancante, affissioni abusive, atti vandalici, ecc.); Questo punto è stato affrontato con una mozione sull'uso della piattaforma "Decoro Urbano" e fu approvata.

b. apertura di momenti di confronto diretto Amministrazione–Cittadini contestualmente alle convocazioni dei Consigli Comunali (ad es. istituzione di assemblee aperte al pubblico con convocazione subito antecedente a quella ufficiale del Consiglio Comunale); Teoria molto bella ma al fine pratico cosa dovrebbe produrre? I cittadini possono confrontarsi con l'amministrazione in molte occasioni e hanno anche gli strumenti statutari. La questione è un'altra, cioè come recepire direttamente la volontà di alcuni cittadini inserendo nell'agenda dell'amministrazione comunale il dibattito e l'attuazione delle proposte. Attualmente i cittadini hanno gli strumenti di partecipazione popolare presenti nello statuto del comune. Certo sono da migliorare ed è questo che bisogna proporre, cosa che Giampaolo Sablich ha fatto presentando gli emendamenti allo statuto che gli sono stati però respinti. Ormai il consiglio comunale si trascina dietro molti punti spesso inevasi per mancanza di tempo. A mio avviso questo punto, mira più all'organizzazione di un teatrino piuttosto che un'idea per risolvere la mancanza di ascolto della popolazione.

c. creazione di mezzi di comunicazione telematici per incentivare il rapporto Cittadino Amministrazione (per es. mailing-list). Il comune ha già una mailing list.

Trovo inoltre curiosa questa frase:
"Gli eletti nel Movimento 5 Stelle si impegnano a consultare continuativamente i cittadini attraverso piattaforme on line per verificare l’operato degli eletti e confrontarsi, sempre on line, con i simpatizzanti per definire le posizioni da prendere in Consiglio Comunale.
Quando Giampaolo era consigliere, avevamo aperto una sezione su Liquidfeedback Lombardo per la città di Busto Arsizio, la partecipazione interna fu pari a 0. Comunque nel sito che gestivamo abbiamo fatto sondaggi e addirittura il programma elettorale fu discusso con i cittadini, cosa che per questo non è avvenuta.

Bilancio Partecipato

è un punto buono, ma perché funzioni va limitato su una voce di spesa ad esso dedicata.

Consulte di zona

Non sono d'accordo, sono ricettacolo di potere e poltrone comode e facili. Per raccogliere le istanze i cittadini possono riunirsi in libere associazioni di quartiere.

Efficienza della Macchina Amministrativa

Ciò che viene proposto già esiste nella macchina amministrativa. Va solo reso effettivamente efficace.

Gestione virtuosa

L'amministrazione pubblica è digitalizzata al suo interno. Norme statali hanno di fatto obbligato l'informatizzazione dei settori e la gestione delle pratiche. Vanno solo superati alcuni limiti legati alla pratica e riscontrabili solo con l'uso delle soluzioni tecniche scelte.
Nel testo si legge:
"Pensiamo debba esserci maggiore diffusione dell’elenco di tutti i consulenti del Comune e in generale di tutte le figure alle dipendenze comunali con l’eliminazione di tutte quelle inutili.
Gli elenchi sono pubblici da almeno 3 anni, alcuni dal 2010, interessante sarebbe capire quali ritengono superflui e come intendano internalizzarli. Questo sarebbe un programma, l'intento è già stato perseguito.
Per quanto riguarda i bandi comunitari, questi sono gestiti dalle regioni. Se prendiamo la scorsa programmazione settenale 2007-2013 il comune di Busto Arsizio sul suo territorio ha visto venire erogati ben 12.3 milioni di Euro. Considerando le somme stanziate per l'intera provincia, che ammontano a 139,5 milioni, rappresentano l'8,8%. Purtroppo con il nuovo ciclo settennale siamo in ritardo come paese. Con una interrogazione io avevo dato una idea all'assessore Fantinati, ovvero di partecipare ai bandi dell'agenda urbana per la mobilità sostenibile.

Nel 2015, le somme stanziate a bilancio ed erogate per le indennità degli organi istituzionali ammontano a circa 400.000€, una spesa pro-capite di 4,8€, non una grande spesa. Da quando frequento l'amministrazione comunale, dal 2008 ad oggi, non mi è mai capitato di assistere a consiglieri che vanno e vengono dalle commissioni o dal consiglio per prendere il gettone. Si parla di 80€ lorde a presenza. Si fa un consiglio al mese circa, dove partecipano tutti, e 2 max 3 commissioni la settimana dove partecipano a rotazione in funzione del numero. Anche volessimo ridurli al minimo non sono una spesa che mandano in fallimento il comune. Più rilevanti sono le spese degli assessori e del Sindaco. Quelle si potrebbero ridurre, sopratutto in virtù del fatto che uno abbia abbandonato o meno il suo lavoro o in funzione della natura del suo lavoro. Ma verrebbe una cosa talmente sofisticata e specializzata che non troverebbe applicazione e sarebbe fortemente discriminante. Alla fine un compenso se si fa bene il proprio lavoro va dato punto. (Preciso a questo proposito che la mia consigliatura è stata a costo Zero perché non avevo diritto al gettone, risparmiando in 2 anni al comune una cifra come almeno 2000-2500€).


Connettività e Servizi ai cittadini 

Condivido il contenuto e lo spirito di questo paragrafo. Nel programma che ho messo a disposizione dei candidati ho dato anche alcune idee su come realizzarlo. Quelle elencate mi sembrano un po' superate dai tempi.

Politiche Sociali 

Questo paragrafo è pieno di intenti, che l'amministrazione persegue da sempre. Il problema sono le soluzioni  da proporre affinché questi intenti si possano concretizzare. Io avevo proposto il Baratto amministrativo e compensativo, che il Sindaco Farioli ha recepito e iniziato ad attuare. Forse occorre portare avanti questo per rispondere all'intento "sostegno sociale, laddove sussistano casi di acclarata indigenza" e "Previsione di aiuto a chi si trova in difficoltà economica (lavori socialmente utili, servizio di Mensa e Dormitorio)" del paragrafo successivo.
Non capisco invece il discorso sul principio di sussidiarietà. La sua definizione data da wikipedia afferma che è "quel principio regolatore per cui se un ente inferiore è capace di svolgere bene un compito, l'ente superiore non deve intervenire, ma può eventualmente sostenerne l'azione", quindi la frase del programma che dice: "Occorre dare concretizzazione al principio di sussidiarietà, per cui la politica sociale deve tendere a valorizzare la “cittadinanza attiva” (associazionismo, volontariato e tutte le organizzazioni senza fini di lucro) che dovranno essere messe in rete per un migliore coordinamento con la PA" vuol dire che l'amministrazione deve lasciare fare ai volontari, senza intervenire ma sostenendo l'azione? Bhe ma lo fa già, nei limiti dei suoi poteri e impegni di spesa. Non capisco, magari sarebbe utile qualche esempio.

Diritti e pari opportunità

1) Testamento biologico: proponiamo l’istituzione di un registro comunale. L'idea è interessante. La manifestazione di volontà in materia ha valore giuridico di per sé, nei limiti ovviamente in cui si traduca in un passivo rifiuto di trattamento e non in un'eutanasia attiva. Quello che si pone è un problema di PROVA circa la riconducibilità della dichiarazione al suo autore e circa la data in cui è stata posta in essere. Il problema non è dissimile da quello relativo a qualsiasi atto giuridico. La gravità delle conseguenze impone una valutazione molto rigorosa circa la ricostruzione della volontà di rifiutare un trattamento salvavita, per questo diventa importante renderla quanto più inoppugnabile possibile. Il deposito, in presenza del pubblico ufficiale, in un'apposito registro comunale ben si presta a tal fine. Per cui, ha valore giuridico, ovviamente nei limiti nei quali è consentito il rifiuto del trattamento sanitario.

E' una questione etica molto importante, vediamo come verrà affrontata in consiglio comunale.

Diverse Abilità e Disagio Sociale: La Città accessibile

I contenuti di questo paragrafo sono molto belli, ma nel concreto significa risorse. Perché il servizio con le associazioni di volontariato si organizza già da tempo, per sopperire più o meno alle necessità, ma la questione è cosa deve fare il pubblico. Esistono delle risorse parcellizzate tra Comune, Provincia e Regione sulla disabilità, un utile intervento potrebbe essere quelle di individuarle e coordinarle. Se non si dice chiaramente quanto si vuole impegnare e da dove reperire le risorse sono intenti belli ma che rimarranno tali

Giovani

Ho dei dubbi su questa frase:
"A tal fine ci impegniamo a creare in sinergia con le realtà già presenti sul territorio e con i soggetti interessati, centri di aggregazione giovanile.
che cosa vuol dire? Che cosa sono i centri di aggregazione giovanile? Oratori? Centri sociali? Li vuole organizzare il pubblico?

Grandi Età

Anche in questo paragrafo si parla di "Centri di aggregazione terza età dislocati in più quartieri." ma cosa sono? Ci sono associazioni e Sindacati che hanno questi luoghi. Devono essere organizzati dal pubblico?

Altri punti proposti sono:

1) La “Banca della Memoria”: che è stata messa già in piedi dalla recente delibera del comune.
2) Creazione di piccoli “Orti Urbani”: che l'amministrazione comunale ha già realizzato. Tra l'altro essendo inseriti nel paragrafo Grandi Età anche in linea con ciò che è stato fatto.
3) “Università della Terza Età”: anche in questo caso l'amministrazione ha già avviato un progetto simile.
4) Valorizzazione del volontariato Civico attraverso il mantenimento della figura del “nonno vigile” e del “pedibus” per i bambini delle scuole primarie: Il Pedibus è stato valorizzato (occorre capire che significa) con un premio e un servizio organizzato dall'amministrazione comunale. Il nonno-vigile non vorrei sia nata da questa segnalazione al comando dei vigili.

Cultura

Nel dettaglio quello che è contenuto in questo paragrafo andrebbe sviscerato meglio. Il comune fa già tutto ciò che è elencato. Il comune mette in campo diverse attività colturali, patrocinando diverse iniziative, esiste un sito internet dedicato a questo. Forse andrebbe detto cosa si eliminerebbe dal palinsesto culturale e cosa debba venire messo al suo posto, ma sopratutto quanto destinare come risorse di bilancio.

Scuola e istruzione

Anche in questo paragrafo molti intenti condivisibili, ma senza una idea di impegno di spesa non si concretizza nulla e rimangono solo impegni.

Sicurezza

Zero, solo incontri pubblici. Paragrafo deludente. Io ho dato alcune idee per garantire un po' di sicurezza a basso costo infrastrutturale, o meglio, ottimizzando alcune spese.

Sport

C'è un punto che mi stupisce ed è questo:
"vogliamo attuare una grande palestra a cielo aperto su tutto il territorio comunale, promuovere attività sportive all’aria aperta. Tenendo presente che nel Comune esistono strutture fatiscenti con elevate potenzialità, proponiamo di dare priorità nell'assegnazione della gestione degli impianti sportivi comunali ad associazioni sportive o di quartiere. Tali impianti dovranno essere resi fruibili non solo ad attività agonistiche ma anche a quelle non agonistiche; mantenere le tariffe entro soglie che permettano alle società di continuare a svolgere il ruolo educativo e di integrazione che le ha contraddistinte fino ad oggi;". 
Se ho capito bene si vorrebbe promuovere una sorta di notte bianca dello sport? Oppure una cosa diversa? Con le opere fatiscenti si riferiscono al palaghiaccio? Le associazioni sportive già hanno in uso degli spazi dell'amministrazione che utilizzano come palestre etc.. ma che significa dare in gestione? Vuol dire che devono farci attività economica? Le danno in gestione ai privati "associati" ma la tariffa deve essere carmierata? Non capisco come farebbero e quali garanzia avrebbero. Certe cose comunque devono essere messe a gara ad un certo livello.

Urbanistica e decoro urbano

1) La partecipazione dei cittadini attraverso strumenti di inclusione ispirati ai modelli di democrazia partecipativa. Quali?
2) L'azione di recupero dell’edilizia esistente rispetto alla nuova edificabilità, limitando il consumo del territorio. Chi la deve fare? Il pubblico o il privato? Cosa impedisce oggi a un privato di recuperare l'esistente?
3) Verrà istituito il “Piano del Verde” cos'è?
4) Ottemperare all’obbligo di eliminazione di tutte le strutture in amianto nel territorio comunale: Sull'amianto il comune nel 2015 ha promosso una convenzione con le aziende del territorio per prezzi contenuti per la rimozione amianto. Certamente è un tema da seguire

Verde e Aree pubbliche - La “Città Verde”

Paragrafo condivisibile

Orti Urbani

Vedi sopra

I giardini di quartiere

Il contenuto è bello. Però vorrei capire quali sono queste aree, degli esempi o almeno una mappa.

Patrimonio e bilancio arboreo

Condivisibile

Riqualificazione Urbana

Non si capisce dalla lettura del contenuto del paragrafo non si hanno molte indicazioni, anche qui molti intenti condivisibili senza impegni di spesa. Sul fronte Edilizia Scolastica, io avrei proposto più che altro la partecipazione ai finanziamenti messi a disposizione dal Governo, fin'ora non ce n'è nessuno cantierato a Busto Arsizio.

IL PIANO ENERGETICO

1) Allegato Energetico al Regolamento Edilizio (PEC): l'amministrazione comunale ha approvato nel 2015 il PAES, rientrante nel Patto dei Sindaci. L'allegato al regolamento è una idea condivisibile.

Per quanto riguarda l'analisi dei consumi, la razionalizzazione dei consumi e l'energia rinnovabile ho proposto una soluzione attuativa, ovvero la trasformazione di Agesp in una E.S.Co. Le idee elencate comportano degli oneri di spesa da sostenere. Altri come la classificazione dei punti luce è già stata fatta e l'amministrazione ha già deliberato di voler acquistare gli impianti da ENEL Sole.

LA MOBILITA'

Questo capitolo lo condivido pienamente. Ho dato delle idee su come attuarlo anche. L'unica cosa, sempre la stessa, è che alcune manovre sono estremamente costose, come ad esempio  il "Miglioramento rete stradale" e "Miglioramento della viabilità".

L’AMBIENTE

Capitolo condivisibile. 3 sole note:

  1. la questione Acqua purtroppo ormai è di competenza sovra-provinciale, alcune scelte non possono essere abrogate e tornare indietro, quindi occorre una idea su come gestire la cosa con il modello attualmente vigente, che non vedo;
  2. la questione rifiuti. Per quanto riguarda la raccolta porta a porta, se va in porto la nascita della municipalizzata fusione di quelle di Legnano, Gallarate e Busto Arsizio allora si potrà addivenire ad una uniforme raccolta differenziata. Se invece si lotta per un servizio prettamente comunale non si riuscirà ad ottenere le economie di scala che permetterebbero all'amministrazione di investire nell'incentivazione. Occorre trattare il problema in modo sovra-comunale altrimenti fallisce. Sulla riduzione degli imballaggi io ho delle remore. Gli imballaggi garantiscono al comune le risorse per la raccolta differenziata perché avviene una partita di giro con il CONAI. Se li togliamo, togliamo le risorse. Buona la campagna di riduzione del rifiuto, ma deve essere condotta verso il rifiuto non differenziato, ovvero quello dove non si applica il contributo ambientale. Di conseguenza non condivido la proposta di "installazione di mangia-rifiuti con l’emissione di voucher (bottiglie in PET e lattine di alluminio)". Su Accam dobbiamo capire una cosa: se l'azienda fallisce, fallisce anche la possibilità di realizzare il centro di riciclo. Il motivo è molto semplice, aprire una nuova municipalizzata dalle ceneri di una che è fallita è infattibile. Quindi, mantenere i bilanci di Accam in ordine deve essere una priorità per fare il centro di riciclo. Serve un piano industriale di smaltimento dell'impianto graduale, affiancato da una graduale realizzazione dell'impianto di riciclo. Il resto è propaganda;
  3. per quanto riguarda l'Inquinamento elettromagnetico, non capisco quale comunità il comune debba considerare nella stesura del "Piano Regolatore per le Installazioni, condiviso con tutta la comunità".

IL LAVORO

1) Mercatini e Aree per il commercio ambulante. Tutto già ampiamente fatto, idea trita e ritrita dalle forze politiche di maggioranza cittadine, tra l'altro realizzate in modo più o meno efficientemente.
2) Lavoro in cambio di spesa. Cosa dovrebbe fare il comune?
3) Pressione fiscale. Il mondo del commercio è pressato da molte incombenze e tasse di ogni genere. Intendiamo alleggerire i tributi locali (tassa per le insegne, l’occupazione del suolo pubblico, ecc). Serve dire dove trovi le risorse a copertura. Indicare almeno l'obbiettivo di quanto si vuole ridurle e cosa nello specifico.

I mercatini del riuso ci sono già in città ed operano nel libero mercato, competendo tra loro. Se il pubblico si inserisce potrebbero entrare in crisi.

Artigianato

Non capisco se, nei contratti C.T.L., i soldi ce li deve mettere il comune. Se si allora certo che vanno individuate le risorse, non mi sembra un punto programmatico dire che vanno individuate le risorse, ma stanziarle.

Agricoltura

Molto bello, il recupero della Cascina Buratana è una progetto initinere di cui si stanno aspettando i finanziamenti regionali/europei. Le pratiche sono state avviate dell'amministrazione. Servono milioni di euro, previsti nell'ultimo piano delle opere.

Servizi

1) Banca del tempo. Non può organizzarla il comune, devono farla i privati. Comunque io so che non c'è mai stato umus per la sua nascita in città. L'amministrazione può dare patrocinio e luoghi per il suo operare.
2) Formazione. Credo che si sia confuso il ruolo del comune in questo paragrafo.
3) Finanziamenti comunitari per imprese e occupazione. Anche qui si da un ruolo attivo al servizio delle imprese, ma non è il lavoro del comune. Comunque i fondi europei a favore delle imprese sono gestiti dalla regione, semmai è compito delle imprese fare attenzione.
4) Promozione del Telelavoro. Ruolo del comune?
5) Promozione Start-Up. Se il comune ha degli edifici ad uso commerciale potrebbe anche farlo, ma dovrebbe comunque farlo tramite bando.
6) Speed Job. Ruolo del comune?
7) Sito WEB. Del tutto contrario. Esiste già lo sportello del lavoro provinciale e altri strumenti. Il comune in queste cose non deve fare nulla, anche perché sono costi.

CLI ANIMALI

Condivisibile

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In conclusione l'approccio del programma del M5S vede più il comune come una azienda e/o associazione. Fa credere che il comune possa fare cose in cui non c'entra nulla.
Nel programma si prevede la creazione di 4 nuovi "sportelli", 2 nuovi "uffici appositi", un "potenziamento" di 2 uffici e l'internalizzazione di alcuni servizi dati all'esterno ai consulenti del comune, quindi un aumento della spesa pubblica per la gestione della macchina amministrativa.
Non parlano di risorse, ci sono molti impegni di spesa che non trovano un corrispettivo economico di copertura. Non si capisce da dove vogliono prendere i soldi per attuare tutti gli intenti prefissati. Sembra più un programma elencante sogni e desideri di come vorrebbero la società bustocca, più che l'amministrazione comunale.
Molte cose le trovo condivisibili, altre sono già state fatte. Il programma di 5 anni fà poteva essere un libretto di intenti, ma questo, dato che dicono di aver maturato molta esperienza, doveva essere ben altro. E' confuso sui ruoli del comune. Se in 5 anni avessero partecipato alla vita politica della città, certe cose non le avrebbero scritte. E' molto lungo, spero di non esserne l'unico lettore.

Ivan Catalano

mercoledì 14 maggio 2014

Riparte Fiato Sul Collo

Buongiorno a tutti,

l'operazione fiato sul collo busto arsizio, riprende dopo 3 anni di inattività. Come ben sapete il Meetup di Busto Arsizio nel 2011 ha presentato una Lista civica ispirata ai temi del Movimento 5 Stelle e garantita nei criteri di selezione dei candidati dal blog di Beppegrillo.it.
A causa degli ultimi avvenimenti parlamentari, il consigliere comunale eletto con la Lista Civica del Movimento 5 Stelle si è dimesso. Qui troviamo un breve articolo con le sue considerazioni che vi riporto:

"Cari amici, l’avventura del Movimento 5 Stelle, per quanto mi riguarda, è giunta al termine. La politica è un mestiere molto bello, seppur spesso insoddisfacente e dai risultati non tangibili.
E’ arrivato il momento di essere più vicino alla famiglia e al lavoro, come il movimento prescrive se si è stanchi. La rete, per coloro che credono in una politica che la utilizzi, assorbe e consuma tutto, creando in realtà e, paradossalmente, un lavoro aggiuntivo. La politica, fatta in determinati modi, è un lavoro.
Il Movimento 5 Stelle, o meglio i suoi ideatori, professano la politica come un servizio temporaneo. Assurdo, proprio perché paradossalmente, chi ha preso oramai unilateralmente le redini del Movimento ne ha fatto un mestiere, oltre che un business: da garante a presidente politico, da consigliere comunicativo a segretario generale.
Il “punto di non ritorno” dall’impegno politico è reale e tangibile. Sono certo che tutti i nostri eletti prima o poi lo raggiungeranno e a quel punto in tanti dovranno decidere e molti dovranno rinnegare quanto sostenuto fino a quel momento. Il gallo canterà per molti di loro, ma resteranno in sella, vedrete. Specialmente molti furbetti che, pur di assicurarsi 10 anni di lavoro, si sono rimangiati molto di ciò in cui credevano quando erano disoccupati.

Quando abbiamo cominciato eravamo soli, in piccoli gruppi, con la prospettiva di avere uno “sponsor” come Beppe Grillo nel simbolo di una lista civica, un distintivo di onestà e correttezza, di voglia di cambiare.



Con le nostre Liste Civiche Certificate era tutto un fai da te.. dallo studio delle normative alla gestione diretta delle candidature comunali, regionali e nazionali. Qualunque cosa. Dal volantinaggio alla preparazione di un comizio, dal confronto con il cittadino esasperato allo studio della Costituzione. Dalla spiegazione delle regole a tutti coloro che si avvicinavano, alla pacificazione delle tensioni interne, con il massimo rispetto di tutti e della democrazia partecipata. Il buon Beppe ci metteva solo la certificazione, nient’altro. Eravamo davvero Cittadini in Movimento, una nuova classe politica stava piano piano formandosi.

La nostra libertà e autonomia era totale. Eravamo noi a chiedere a Beppe di sponsorizzarci, se voleva, non lui a noi. Una nuova classe politica nasceva senza più sottostare alle logiche dei partiti tradizionali, che avevano lasciato il paese alla deriva, persi nella loro autoreferenzialità e nella lotta al potere. Portavamo la nostra professionalità e la nostra normalità di cittadini senza volto.

Poi abbiamo fondato il Movimento, accettando un simbolo unico e condiviso. Il Beppe alle riunioni lo diceva: oggi siete nei comuni e domani sarete in parlamento..

Ne è seguita l’accettazione di uno stillicidio di ripetute affermazioni, diventate regole, qualcuna saggia, qualcun’altra volta solo ad evitare una sana crescita politica e a bloccare la maturazione interna di molti. Un solo garante, trasformatosi da megafono e leader ed ora a capo indiscusso e indiscutibile. Un garante illuminato e coordinato con fermezza dall’amico che predica bene (condiviso quasi in toto nel merito), ma razzola diversamente, pauroso che la creatura si alzi in piedi e vada con le proprie gambine, votando i propri programmi ed il proprio autogoverno.

La politica delle espulsioni è stata l’inizio di un cambiamento che non ho condiviso e che con gli ultimi avvenuti ha superato la misura.

Dopo oltre cinque anni di intenso lavoro è il momento di fermarsi e prendere commiato da ciò che il movimento è diventato, con le elezioni nazionali del 2013.

Ho sostenuto da anni che le elezioni nazionali sarebbero state il banco di prova. Non sono soddisfatto del risultato, mi spiace. Siamo ancora molto lontani dall’idea di democrazia a cui aspiravo e temo che ce ne stiamo allontanando. Serve un incontro nazionale operativo che determini le regole democratiche di autogoverno del movimento, possibilmente su di una piattaforma aperta e trasparente.

Le 5 stelle erano l’unica nostra bandiera, laica e pacifica. Noi eravamo altro e oltre. Molti hanno perso di vista proprio quelle 5 stelle e la predominanza delle sole buone idee. Ora pensiamo ai voti, al 51%, alle tecniche di comunicazione di massa, al consenso mediatico. L’odio di molti, ormai viscerale e giustificato, nei confronti della politica “classica” si è tradotto nel rifiuto netto di qualunque dialogo. Le regole non erano queste.

Sono entrato in politica perché chi c’era non mi rappresentava più. Ora mi ritrovo allo stesso punto di partenza, perché chi mi ha aiutato ad entrarci crede di essere l’unico a dovermi rappresentare e ad interpretare la molteplicità delle trasversalità che il movimento ha sempre avuto, bisognoso di strumenti democratici in rete, bisognoso di web-designer e non di web-servant..

Eravamo quelli che non mettevano i volti sui manifesti. Ora abbiamo anche noi i nostri leaderini, i nostri volti puliti, asfaltatori osannati della rete, ora abbiamo i nostri “eroi” appiccicati ovunque.

Sono convinto che la rivoluzione del movimento abbia avuto un impatto fenomenale sul cambiamento della politica e che l’effetto “tsunami” sia stato determinante, raggiunto direi.

Credo che la politica stia cambiando e che noi ne siamo stati gli artefici. Molti corrotti vanno ancora spediti a casa, ma il lavoro di pulizia è partito. La crisi economica però continua e peggiora.

La fase di “A riveder le stelle” invece è ancora lontana, perché ci siamo contaminati in un modo o nell’altro, di ciò che la politica italiana è, anche scegliendo di non sporcarsi le mani.

Ora sarebbe tempo di proseguire con le 5 stelle e con i valori positivi e costruttivi che il movimento aveva agli albori, lasciando da parte tutte le ortodossie che vi si sono radicate e che non hanno avuto legittimazione democratica ma solo acclamazione di influencer e influenced.

Poco prima delle regionali del 2013, cioè a metà 2012, è stato un fiorire di nuovi gruppi e di ideologi del Movimento 5 Stelle, che ora professano la fede più assoluta dietro ad una tastiera e che probabilmente fino al 2013 avevano votato diversamente, non avevano mai fatto un banchetto o ripreso un video in consiglio comunale, e ancora non lo hanno fatto. Ma tant’è.. il Movimento è libero e aperto a tutti, giustamente.

Manca però l’umiltà di molti che sono arrivati o si sono presentati per cavalcare un’onda creata da altri, grazie a Beppe Grillo. E manca soprattutto la partecipazione ed il fiato sul collo che la base dovrebbe esercitare di più sul territorio.

La base attivista è piena di liberi pensatori. Ognuno crede di incarnare lo spirito del Movimento, dal rivoluzionario marxista al cattolico perbenista, e pensa di essere il portatore della verità. Quanti sanno dire quali siano le 5 stelle delle origini? Quanti sanno come avremmo dovuto affrontare le scelte ideologiche o etiche?

Le cose sono cambiate e le colpe dei figli stanno candendo sui padri putativi.

Se le cose cambiano e, convinti di essere nel giusto, ci si trova in minoranza, le soluzioni sono due: cambiare democraticamente oppure farsi da parte. Se lo strumento per combattere democraticamente non è disponibile è meglio farsi da parte, perché ami ancora la tua creatura.

Come diceva il Beppe, se siete stanchi fatevi da parte e fate andare avanti un altro. Lo prendo in parola.

Diceva anche che se siamo convinti che nel MoVimento non ci sia democrazia possiamo andare fuori dalle balle. Ora il Movimento è un partito senza struttura, senza regole e senza democrazia web di autogoverno. Caro Beppe ti prendo in parola anche su questo.

E’ stata una grande esperienza di vita, formativa e socialmente utile. Ma per chi ha voglia di far del bene, in politica, non esiste un pensiero unico.

Richiamami quando l’ultimo tassello, che doveva essere il primo, sarà al suo posto, e ricordati che siamo “pazzi per la democrazia”!

L’M5S è morto. Viva l’M5S.

Loro non si arrenderanno mai… noi abbiamo il tempo determinato.

Giampaolo Sablich

Portavoce Lista Busto A 5 Stelle

Movimento 5 Stelle"
 
 Al suo posto subentro io, che ad oggi mi ritrovo eletto alla camera dei deputati. A mia volta in seguito alle ultime vicende parlamentari sono uscito dal Gruppo Parlamentare per aderire al Gruppo Misto. Ad oggi non ho avuto alcuna diffida all'uso del simbolo.

Ricopriro questo incarico rispettando i dettami della carta costituzionale e nel rispetto delle persone che da chi amministra la cosa pubblica si aspettano massima serietà e responsabilità. La mia scelta può essere criticata e osteggiata ma io credo che debba almeno provare a portare il mio contributo secondo il programma della Lista in cui mi ero candidato e che ad oggi per me vale ancora.

Terrò questo blog aperto per riprendere dove ho lasciato, caricando post e documenti riguardo l'attività da consigliere comunale.

Buon Lavoro

Ivan Catalano

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